Se guardi una panchina all'ombra del sole cocente e vedrai un vecchio seduto su di essa, avvicinati e salutalo o regalagli almeno un sorriso. E' sicuramente solo, e ha bisogno di aiuto, spesso dimenticato da coloro che ha aiutato a crescere, ma sopratutto, dimenticato da una società a cui ha dato i suoi migliori anni ed il suo ingegno ed ora per tutti è bollato come inutile. In questa società così stressata ed allucinata, la ruga, il capello bianco, il dente ingiallito, la schiena curva, la malattia, tutte queste cose sono sconvenienti. Darebbero da pensare e pensare costa fatica, quindi ignoriamo il problema, o meglio, emarginiamo la causa del problema su di una panchina solitaria o in una casa di riposo che si visita due volte l'anno facendo la parte dei buoni samaritani. Dimenticando regolarmente che, se siamo arrivati dove siamo, nel bene e nel male, lo dobbiamo a quegli esseri seduti su una panchina in attesa di ricevere un sorriso che forse, per tanti, non arriverà mai.  Contribuiamo quindi a far diminuire le persone sole.

La casa di riposo Villa Marià, rappresenta la serenità di chi, quel sorriso ne aveva fatto ragion di vita. Posso affermare con grande orgoglio, che il bollino “Inutile” è stato rimosso. Oggi splende nei loro occhi una luce nuova; miscugli di idee, sensazioni. Ecco nascere,in questo contesto, Iolanda “artista”.

 

 

L'intensa e ampia attività pittorica che ha segnato e segna ancora la vita di Iolanda è motivata da una necessità esistenziale e  si  adegua agli umori e ai sentimenti di ogni giorno, formulandosi sull'esperienza quotidiana di emozioni nel rapporto con Villa Marià.  Il catalogo  nasce dall'esperienza della sua esistenza; ma  non  solo,  esso  ne  diventa parte, nel senso non tanto di realizzazione di un progetto, quanto di tentativo, prova, interrogazione,  più convincente a comunicare l'emozione di quel rapporto. Le tracce si vedono sui muri dei corridoi, delle camere, Iolanda è espressione della serenità di Villa Marià; 

Sono più che mai compiaciuto per il lavoro fin qui  realizzato, ma resta ancora tanto da fare  nei confronti dei dimenticati, abbandonati, parcheggiati, ignorati; a loro  rivolgo il mio abbraccio e l'augurio di trascorrere il resto della loro vita  serenamente circondati da persone che sappiano diffondere ottimismo “profumo della vita”. A voi che li avete invece dimenticati, rinnegando così chi vi ha insegnato a camminare nelle strade della vita, state vicino a queste persone  almeno regalandogli un sorriso; non costa niente ma da tanto e soprattutto ricordate: lui era come voi, voi diventerete come lui..

Il Direttore

Cono Galipò

 

I vostri vecchi

Guardate gli occhi dei Vostri vecchi.
Oggi portano i colori dell'autunno
ma ieri hanno donato sguardi
vivi come bacche di agrifoglio
teneri come fiori di biancospino.

Guardate le mani dei Vostri vecchi.
Oggi contano i giorni sulle ginocchia
ma ieri hanno lottato, costruito
seminato carezze
momenti di sole...

Guardate i passi dei Vostri vecchi.
Oggi avanzano lenti, discreti come ombre
ma ieri hanno percorso pianure di speranze
sudando lungo vicoli arroganti del dolore.
Caduti si sono rialzati...

Guardateli e aspettateli i Vostri vecchi
prima che il tramonto li porti via.
Se siete qui è perché loro hanno soprattutto amato

 

Giovanni Formaggio